La diagnosi di laboratorio delle infezioni trasmesse da zecche

 

Abstract:
Ticks are obligate blood-sucking ectoparasites of many reptiles, birds, and mammals, including humans. They are of extreme importance to human health because of their impact in trasmitting a variety of protozoal (Babesia spp.), bacterial (Borrelia spp., Rickettsia spp., Ehrlichia spp., Francisella tularensis), and viral pathogens (encephalitis-causing arboviruses).
Two of the three families of ticks, the hard ticks (Ixodidae) and the soft ticks (Argasidae), contain species known to transmit pathogens to humans. Life cycles and ecological habits vary considerably between these two groups. Ticks found crawling or imbedded in the skin of humans are more often hard ticks. On the contrary, soft ticks are more active at nigth, feeding only briefly and then often painlessly, making their discovery uncommon.
Ixodes spp. are involved in the transmission of Lyme disease, ehrlichiosis, babesiosis (mixed infections are being described with increasing frequency), tularemia, spotted fever, Mediterranean boutonneuse fever and viral encephalitis.
Soft ticks of the genus Ornithodoros are vectors worldwide for the spirochetal agents of relapsing fever.

Introduzione

Le malattie trasmesse da zecche sono, nell”ambito delle malattie da vettore, seconde solamente al gruppo di patologie trasmesse dalle zanzare come rilevanza epidemiologica.
L’eziologia di queste malattie da vettore riconosce diversi microrganismi: protozoi (Babesia spp.), batteri (Borrelia spp., Rickettsia spp., Ehrlichia spp., Francisella tularensis, Coxiella burnetii) e virus (encefalite). Senza entrare in distinzioni di tipo zoologico fra i diversi generi e specie di zecche che possono trasmettere agenti patogeni all’uomo, si deve ricordare che questi artropodi si possono macroscopicamente suddividere in due raggruppamenti: le zecche molli (argasidi) e le zecche dure (ixodidi). Questi due gruppi di vettori differiscono fra di loro per molteplici aspetti morfologici, biologici ed ecologici.
Gli ixodidi sono in grado di trasmettere all’uomo numerose e differenti patologie, quali: borreliosi di Lyme, ehrlichiosi, febbri bottonose da rickettsiae, tularemia, febbre Q, babesiosi ed encefalite virale. Le zecche argasidi sono vettori di patologie meno rilevanti dal punto di vista epidemiologico: febbri ricorrenti da zecche e febbre Q. Di seguito verranno descritti gli aspetti relativi alla diagnosi di laboratorio delle principali patologie trasmesse da zecche.

Babesiosi

Questa malattia causata dal protozoo intraeritrocitario (sporozoo) Babesia microti è una forma poco comune di zoonosi trasmessa occasionalmente all’uomo dal morso di zecche ixodidi. Le babesiosi sono forme abbastanza comuni in ambito veterinario, mentre in patologia umana sono stati descritti solo pochi casi sintomatici, restando verosimilmente la maggior parte di essi, silente dal punto di vista clinico. Solo in pazienti splenectomizzati questa malattia si manifesta con un quadro clinico di rilevante gravità. La diagnosi di laboratorio si ottiene mediante esame microscopico di preparati (goccia spessa o striscio) del sangue periferico. La diagnosi sierologica riveste scarsa utilità pratica, mentre recentemente sono stati sviluppati metodi molecolari, basati sulla tecnologia della reazione di polimerizzazione a catena degli acidi nucleici (PCR), che sono in fase di valutazione pratica e che rivestono particolare utilità per la identificazione diretta del protozoo nei
vettori.

Borreliosi di Lyme

La borreliosi di Lyme (o malattia di Lyme) è oggi la più diffusa e rilevante patologia trasmesa da vettore con diffusione nelle zone geografiche temperate e seconda per numero di casi solo alla malaria, fra le malattie che richiedono un vettore artropode per la diffusione. La causa eziologica di questa patologia è la spirocheta Borrelia burgdorferi sensu lato, di cui sono state identificate tre specie patogene per l’uomo: B.burgdorferi sensu stricto, B.garinii e B.afzelii. Numerose altre specie sono state descritte appartenenti al medesimo raggruppamento tassonomico, ma solo per le tre sopra indicate è stata dimostrata la capacità di essere trasmesse e di causare malattia nei soggetti umani.
Il metodo microbiologico di riferimento per la diagnosi di malattia di Lyme è rappresentato dall”isolamento colturale del batterio nei materiali patologici (biopsie cutanee, sangue, liquor e liquido sinoviale). Il terreno utilizzato nella maggior parte dei laboratori è BSKII, anche se la recente esperienza di Belluno sembra dimostrare buoni risultati con l’impiego del Modified Kelly Pettenkofer. Gli inoculi vengono incubati in microaerofilia, a 34°C. Le colture vanno esaminate una volta almeno a settimana per un periodo di 4-6 settimane. L”isolamento colturale del patogeno si è dimostrato un metodo assai indaginoso e dotato di scarsa (circa 50-70%) sensibilità. L”applicazione dell’amplificazione a catena (PCR) ha contribuito ad aumentare le possibilità di identificazione di B. burgdorferi nei materiali patologici anche se la tecnica di PCR non viene considerata sostitutiva delle altre metodologie già in uso, ma se mai aggiuntiva, vista la mancanza di validazione clinica della metodica.
Date le difficoltà dell’isolamento colturale o della ricerca di macromolecole batteriche, la diagnosi di laboratorio di Borreliosi di Lyme il più delle volte si ottiene mediante l’utilizzo di tecniche sierologiche che mettono in evidenza le risposte anticorpali IgG ed IgM. I metodi sierologici maggiormente impiegati per la determinazione della risposta anticorpale specifica nei confronti di
B. burgdorferi sono molteplici: come per altre patologie ad eziologia microbica, viene comunque consigliato un percorso diagnostico sierologico in due fasi. La prima indagine da impiegare deve essere costituita da un test di costo relativamente basso e dotato di notevole sensibilità così da potere rilevare le risposte anticorpali quantitativamente poco consistenti proprie delle fasi precoci di infezione. Le metodologie più frequentemente impiegate in questa fase di indagine sono l’immunofluorescenza (IFA) e l’immunoenzimatica (ELISA). A questa prima fase di screening deve seguirne una seconda condotta con metodi più specifici che servono a confermare i risultati positivi ottenuti durante la prima fase. Il test sierologico che ha trovato sempre maggiore impiego come metodo di conferma, negli ultimi anni, è stato il Western Blot (WB). Reazioni sierologiche falsamente positive sono state riscontrate in soggetti affetti da lue (anche con VDRL negativa), in pazienti con infezioni batteriche (Rickettsia e Streptococcus pyogenes, in particolare) e virali (mononucleosi con reazione di Paul Bunnell Davidsohn positiva), disordini autoimmuni o patologie a carico del SNC (sclerosi multipla). Pertanto si deve concludere che il dato sierologico va considerato un utile e a volte indispensabile aiuto nella diagnosi della malattia di Lyme.

Febbre ricorrente da zecche

Questa zoonosi viene trasmessa occasionalmente da zecche molli del genere Ornithodoros e le specie coinvolte sono molteplici e differenti fra di loro su base geografica. La diagnosi di laboratorio si esegue mediante dimostrazione delle borrelie nello striscio di sangue periferico dopo colorazione col metodo di Giemsa o di Wright. La diagnosi sierologica è di scarsa o nulla utilità clinica vista la ampia, costante e rapida variazione antigenica caratteristiche delle borrelie durante un singolo episodio patologico.

Rickettsiosi

Le rickettsiosi, causate dai batteri patogeni intracellulari obbligati del genere Rickettsia, sono diffuse in tutto il mondo. La epidemiologia delle diverse forme di rickettsiosi varia a seconda delle differenti aree geografiche: nel bacino del Mediterraneo la forma più diffusa è l’infezione da R. conorii, conosciuta anche col nome di Febbre Bottonosa del Mediterraneo. La diagnosi di laboratorio si basa sull’identificazione della risposta anticorpale specifica per R. conorii, generalmente eseguita mediante tecnica di immunofluorescenza, che consente la importante distinzione della risposta IgM (fase acuta, rilevabile dopo circa 14 giorni dal morso in caso di trasmissione dell’infezione) da quella IgG (fase convalescente). Va ricordato che la reazione di Weil-Felix, un tempo molto usata per la diagnosi di rickettsiosi ed eseguita mediante agglutinazione di batteri del genere Proteus, grazie ad una reattività immunologica crociata con alcune rickettsie, deve essere considerata superata vista la scarsa sensibilità e specificità e quindi da non utilizzarsi a fini diagnostici. E’ inoltre possibile identificare il patogeno mediante isolamento colturale su cellule in vitro (metodo assai indaginoso e pericolo per il personale del laboratorio che lo esegua, vista la estrema infettività di questi batteri, anche per aerosol) o mediante PCR.

Ehrlichiosi

I batteri del genere Ehrlichia sono noti da molto tempo come patogeni veterinari e solo negli ultimi dieci anni hanno risvegliato l’interesse del microbiologo medico, in quanto alcuni di essi (E.chafeensis, E.canis ed il cosiddetto agente dell’ehrlichiosi granulocitica umane (HGE) sono stati identificati come responsabili di forme acute febbrili insorte in seguito al morso di zecca. La diagnosi di laboratorio si ottiene mediante la identificazione delle caratteristiche inclusioni cellulari (morule) nei leucociti periferici dei pazienti (sia dopo colrazione di Wright o Giemsa, sia dopo immunofluorescenza). Come sopra indicato a proposito delle rickettsiae, anche per Ehrlichia è possibile procedere all’isolamento colturale o all’identificazione diretta del patogeno mediante PCR.ultra metabolismo

Encefalite da zecche

Fra le numerose forme encefalitiche ad eziologia virale e trasmesse da vettori artropodi, una sola ha rilevanza epidemiologica in Europa e quindi, è possibile che casi sporadici si manifestino anche in Italia: la cosiddetta TBE – Tick-borne encephalitis.
La diagnosi di laboratorio si basa, in fase precoce di infezione, sull’isolamento del virus dal sangue, mentre in fase di esame autoptico il virus può essere isolato dal tessuto cerebrale. Dal punto di vista pratico, tuttavia, la diagnosi di laboratorio si basa, nella maggior parte dei casi, sull’identificazione della risposta anticorpale, in particolare si è rivelata importante quella di classe IgM in quanto permette di identificare le fasi precoci della malattia, utilizzando tecniche immunoenzimatiche.

Lorenza Scoma
Informazioni su Lorenza Scoma 9 Articoli
Si può dire molto di Lorenza Scoma, ma per lo meno è persuasiva e disinteressata, naturalmente è anche protettiva, allegra e leader, ma sono contaminati e mescolati con le abitudini di essere privi di tatto. la sua natura persuasiva, però, è ciò per cui è spesso ammirata. Spesso le persone contano su di loro e sul suo atletismo ogni volta che hanno bisogno di tirarsi su. Nessuno è perfetto naturalmente e Lorenza ha anche degli stati d'animo e dei giorni marci. la sua natura sconcertante e la sua natura pomposa causano molte lamentele, sia personalmente che per gli altri. Fortunatamente il suo altruismo assicura che non è il caso molto spesso.

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